
La macchina propagandistica del capo del Governo è formidabile: nel giro di 24 ore ha censurato l'inchiesta di Bari sui Tg nazionali, ha rigirato la frittata mettendo Massimo D'Alema al centro di tutto, e sul quotidiano governativo ha pubblicato 10 pagine di ricostruzioni che incensano il premier infangando i suoi accusatori.
Quello che mi colpisce è soprattutto la presunzione con la quale si muove il miglior ufficio stampa d'Italia: è sicuro di rivolgersi a dei babbei incapaci di fare 2+2. E forse ha ragione.
Basta digitare "Mara Carfagna" su Google per trovare una serie di fotografie di tette e culi più lunga del curriculum governativo della ministra e del book osé della D'Addario. Ma sì sa: la D'Addario è una zoccola, la Carfagna è "il più bel ministro del mondo".

Vogliamo trovare un colpevole per questa situazione: non cerchiamo in parlamento, cominciamo guardandoci allo specchio.
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