Mi è capitato di recente di rimanere senza moto per un paio di settimane (il meccanico doveva farmi i lavoretti di routine, non aveva fretta alcuna, ma ignorava che è il mio principale mezzo di trasporto) e in questo periodo sono andato al lavoro con la cara, vecchia, indistruttibile Punto. Per chi è abituato a schivare il traffico torinese su due ruote, il mondo visto dall'abitacolo appare infernale, ma soprattutto lento: la lentezza lascia spazio all'osservazione ed al flusso dei pensieri. Una coda dopo l'altra sono rimasto colpito da quello che accade all'incrocio fra corso Tassoni e corso Regina (provenendo da corso Tassoni).
C'è un solo modo per svoltare in corso Regina per andare in tangenziale senza violare il codice stradale: dalla corsia riservata del controviale dove un diabolico semaforo direzionale offre una finestra temporale così breve da creare sempre code chilometriche. Gli esseri umani che giungono all'incrocio per effettuare la suddetta svolta sono di tre tipi:
- c'è il prepotente, quello che se ne frega di tutto e di tutti. Arriva all'incrocio dal centrostrada e mette la freccia (se la mette) completamente disintereressato da quelli che rimangono bloccati alle sue spalle e sfiorando con il muso dell'automobile le auto che arrivano dalla direzione opposta;
- c'è l'indeciso. Giunge dal controviale ma, stufo di fare la coda della corsia riservata, e di veder passare avanti i prepotenti, si mette affianco, in doppia fila, bloccando chi giunge alle sue spalle. Usa questa tattica perché almeno ha la coscienza pulita per metà: nessuno può negare che abbia svoltato partendo dal controviale;
- infine c'è l'onesto senza se e senza ma. Questo è il bipede che salverà il mondo, se il mondo si lascerà salvare. Nonostante il prepotente e l'indeciso gli passino puntualmente davanti, nonostante debba aspettare tre semafori per svoltare, l'onesto è convinto di quello che fa, crede nel senso civico, pensa che quel suo piccolo gesto, che non cede alle sirene della furberia, possa aiutare questo pianeta ad essere un mondo migliore.
Caro prepotente, tu che passi a centro strada pensando limpido e sorridente che chi si mette in fila sia un pirla, ricorda che se nessuno ti ha ancora pugnalato per rubarti l'automobile è grazie a quelli che sono lì che attendono pazientemente nella corsia riservata, e che si oppongono a un mondo fatto di quelli come te, dove la prevaricazione regnerebbe sovrana.
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