mercoledì 17 ottobre 2007

"La perla alla fine del mondo" di Luca Masali

Trattasi di un libro che consiglio, soprattutto a coloro che pensano che in Italia non sia possibile scrivere la fantascienza.
Elemento scatenante di tutto una scommessa, nel 1924, al Casinò di Montecarlo, tra monsieur Citroen e monsieur Renault (proprio quel Citroen e proprio quel Renault). Il secondo scommette che Citroen non riuscirà mai ad attraversare il Sahara con una delle sue autochenille. Spinto dall'alcool e da qualcos'altro, Citroen accetta la scommessa e mette insieme il più improbabile degli equipaggi per una delle avventure più impegnative nelle quali un uomo possa incappare. I componenti: Citroen, il barman del casinò, una spogliarellista e Matteo Campini, aviatore triestino che ha combattuto per gli austriaci nella prima guerra mondiale e che ora campa facendo il cameriere.

Insomma, cosa lega questa improbabile missione a Manat, la "Cagna del deserto", che in un futuro remotissimo vive rubando componenti elettronici alle stazioni petrolifere abbandonate nel deserto iraniano?

Bellissimi i riferimenti, fin dalla prima pagina, al Corano, alla cultura islamica. Affascinante la sensazione che si prova nel seguire i protagonisti nel deserto a bordo di questa antica automobile cingolata.

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